Sonetto II

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto II
di Michele 57

Per me non stillan fonti melodiose,
non cantano l'augei pel bosco ameno;
lo spirto ch'arde in me, d'angustia pieno,
trascina mesto l'ore sue dogliose.

Perché soltanto selve tenebrose
mi schiuse Flora, l'empia, dal suo seno?
Perché mai, solitario, 'l passo meno,
per tenenbre ch'inondan vie tortuose?

Sperdendosi la vita, poco a poco,
nel buio ch'ogni dove invade e serra,
mi giunge, bisbigliando,'l ver ch'invoco.

Prendendomi la man ch'il vuoto afferra,
un Euro mi sussura, esausto e fioco:
"E' fragile sospir l'uom, sulla terra.".

Sonetto II testo di Michele 57
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